C’era una volta l’ipnosi

Mesmer

"Stiamo aprendo una nuova era dell’ipnosi che finalmente darà l’opportunità a questa “scienza” di uscire dalle pagine specializzate ove non viene scritto altro che la sua storia ormai passata, intrisa di quell’alone magico e misterioso che l’ignoranza dei popoli ha contribuito a formare fino ai nostri giorni.
Occorre sapere a questo punto che l’”ipnosi dinamica” non è stata da me inventata, ma scoperta; essa è sempre esistita e sempre esisterà; per milioni di anni ha guidato l’umanità, ha fatto la storia e ha permesso all’uomo di comunicare con il suo simile.
Non si deve credere che i rapporti umani si essenzializzino con la parola, questa non è altro che il più elementare processo di comunicazione elaborato dall’uomo."
Stefano Benemeglio (1978)

 

Definiamo “ipnosi” uno stato di coscienza particolare nel quale l’ individuo viene coinvolto. La trance ipnotica è una “condizione” della mente che riesce a modificarne temporaneamente alcune capacità, amplificandole e rendendone inoltre accessibili contenuti mnestici solitamente non accessibili. Il termine “ipnosi” che deriva dal greco HYPNOS (mitologico dio del sonno, uno dei mille figli di Morfeo), é del tutto improprio perché l'ipnosi non ha nulla a che vedere con il normale sonno fisiologico.

Questo termine fu coniato da J.Braid, che probabilmente modernizzò la definizione "sonno lucido" adottata dall'abate Farìa, che per primo attribuì i fenomeni ipnotici a "processi interni" (concezione psicologica). Esso come per le varie definizioni che lo precedettero e lo seguirono, si limita a descrivere quanto viene osservato o quanto si presume possa accadere al soggetto, non il processo con il quale questa condizione si instaura.

La metodologia con cui si effettua una ipnosi (ipnotismo) merita un discorso a parte in quanto, nella storia dell’ipnosi, sono stati utilizzati diversi metodi ciascuno con particolari caratteristiche.
In tutta la letteratura relativa all'ipnotismo il "rilassamento" é ritenuto la più importante chiave di accesso alla trance, la condizione principe perché lo stato alterato si instauri nel soggetto condotto in ipnosi.

Stefano Benemeglio sovverte questa impostazione attraverso i suoi studi e la sua lunga ricerca, arrivando ad affermare - e dimostrare - che la trance ipnotica si ottiene per effetto di un accumulo di “tensioni emozionali”, da parte del soggetto; il metodo per generare queste tensioni viene chiamato Ipnosi dinamica®.

Al contrario dell'ipnosi tradizionale, nel condurre il soggetto allo stato ipnotico, l’Ipnosi Dinamica © si avvale di strumenti innovativi che sono il segno e il gesto; possiamo parlare quindi di comunicazione non verbale e simbolica che, agendo in profondità, va a toccare le leve che controllano la sfera emotiva dell’individuo permettendogli così di conoscersi in modo molto profondo, di ascoltare il proprio corpo e le proprie più autentiche esigenze. Le tecniche dell'Ipnosi Dinamica® permettono di far passare subliminalmente - al di sotto quindi del controllo logico dell'Io cosciente - una serie di microtensioni che, per le loro particolari caratteristiche sfuggono al controllo della censura razionale. In questo modo si può arrivare alla causa (antefatto) di un problema o di un disagio anticipando i tempi della soluzione.

Comparazione tra Scuole: Ipnosi tradizionale, Ipnosi Ericksoniana, Ipnosi Dinamica ®

Ipnosi tradizionale

Con ipnosi tradizionale o direttiva facciamo sostanzialmente riferimento a una modalità di azione nella quale l'ipnotista utilizza dei testi predefiniti e rigidi, il cui contenuto deriva da ripetute prove svolte nel tempo che ne hanno mostrato l’efficacia in generale sulla popolazione. Se è stato ben compreso lo scopo dei termini usati, l'ipnotista sceglierà comunque con oculatezza i vocaboli, preservando l'effetto suggestivo della induzione verbale . Ciò su cui va posto l'accento in una metodica di questo tipo è l'utilizzo sapiente della voce, che deve accompagnare con l’opportuna enfasi i diversi passaggi. Il metodo consiste quindi nella richiesta, durante l’induzione, di produrre visualizzazioni o fenomenologie. Che tali eventi siano manifestabili o meno, da parte di quella persona in quel particolare momento della sua vita, non risulta essere sempre possibile ne ci si pone il problema di renderli tali.

Ipnosi ericksoniana

Milton Hyland Erickson (1901-1980) ha prodotto una metodica che ha ispirato Richard Bandler e John Grinder (il primo un matematico, il secondo un linguista) nel produrre la tecnica nota come Programmazione Neurolinguistica. Su Erickson sono stati versati fiumi d'inchiostro; ci limitiamo pertanto qui a fornire solo le caratteristiche salienti del suo modo di operare. Erickson usava una induzione formale di trance in meno del 10% dei suoi casi; procedeva invece ad aggirare le difese del soggetto disperdendo le suggestioni terapeutiche all'interno di conversazioni improntate alle "quattro chiacchiere" tra amici. Poiché riteneva che nessuna suggestione potesse essere accettata dal paziente se incompatibile con i suoi bisogni inconsci, da un certo punto di vista si può ritenere la sua tecnica estremamente manipolativa. Ossia ricercare le modalità di pensiero del paziente, adeguandovisi prima per dirigerle poi. E’ in questo dirigere che egli era effettivamente formidabile, avendo mutuato parte delle sue tecniche, oltre che dalle sue infermità che gli davano una prospettiva privilegiata sull'essere umano, anche dallo studio di come i prestigiatori depistano gli spettatori durante l'esecuzione dei trucchi.

Ipnosi Dinamica ®

Veniamo ora alla terza e ultima grande suddivisione (tra le innumerevoli pensabili) delle tecniche ipnotiche. Le due precedenti si basano comunque sull'uso della voce.La comprensione del funzionamento dell'ipnosi tradizionale fa da banco di prova per l'ipnotista, che viene sollevato dall'onere di cercare dentro di sé le parole adatte, mentre la sua attenzione viene concentrata nell’ adottare un opportuno tono, volume, timbro, etc. L'ipnosi ericksoniana, più sofisticata, richiede un continuo adattamento, una continua perlustrazione del territorio, per dirla metaforicamente; in essa la voce e la creatività dell'ipnotista si sforzano di esprimersi al meglio in funzione delle variabili soggettive identificate nel soggetto. L'ipnosi energetica di Stefano Benemeglio (da cui deriva l’Ipnosi Dinamica®) sfrutta invece soprattutto la comunicazione non verbale, interpretando con determinazione gli effetti che essa è in grado di produrre. Stefano Benemeglio fa un passo avanti con la teoria e la pratica dei simbolismi nelle induzioni ipnotiche, individuando tre grandi raggruppamenti che si collegano a tre simboli archetipici (Asta, Cerchio e Triangolo), che comprendono tutte le istanze del nostro pensiero e delineano la struttura di personalità del soggetto. Secondo i suoi studi, i simboli asta, cerchio e triangolo, in forza della loro stessa genesi, hanno acquisito una valenza fondamentale per tutte le dinamiche interattive ed i processi mentali dell'uomo Un ulteriore recente sviluppo dell’ Ipnosi Dinamica® è l’ utilizzo del Sistema delle opposte polarità. La nostra parte non razionale, al di là delle predisposizioni personali che vengono sfruttate con i simbolismi, si organizza continuamente creando dei depositi energetici rappresentati da singole parole o comunque da messaggi evocativi. L'Ipnosi Dinamica® apre la diga di questi depositi energetici sfruttando i codici che li rappresentano, ossia le parole evocative. La tecnica consiste nell’individuare le polarità opposte alle quali corrisponde un comportamento di gradimento o di rifiuto. L’Ipnosi Dinamica è sinonimo di “comunicazione ipnotica”. Costituisce un mezzo diretto di comunicazione con l’inconscio e insegna all’individuo a comunicare e negoziare con la sua parte emotiva, per raggiungere il Benessere e la Qualità della Vita!